crispres

blog di scrittura giornalistica

Chi sono

Utente: cristianpres
Nome: Cristian
Laureato in MILANOLOGIA con il punteggio di 110/110. Sport parlato preferito: CALCIO. Sport praticato preferito: BAKET. Calciatore preferito in attività: KAKÀ Calciatore storico preferito: VAN BASTEN. Cestista preferito: MANU GINOBILI. Musica preferita: HOUSE. Canzone preferita: CHASE THE SUN - PLANET FUNK. Film preferito: LO CHIAMAVANO TRINITÀ

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 25 maggio 2007

ALZALA PAOLO, ALZALA, NEL CIELO DI ATENE, NELL'OLIMPO DEGLI DEI
Maldini la alza verso il cielo di Atene. Ansa
Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, America's Cup, Cicliamo, Tennis, e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!! Non sei di Padova? Collegati a www.epolis.sm e scarica il quotidiano della tua provincia.
Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 
CHAMPIONS LEAGUE - FINALE- 
 
SIAMO NELL'OLIMPO DEGLI DEI
 
MILAN
2

 LIVERPOOL

1

DIDA
10
REINA
ODDO
10
FINNAN
NESTA
10
88' ARBELOA
MALDINI
10
CARRAGHER
JANKULOVSKI
10
AGGER
79' KALADZE
10
RIISE
GATTUSO
10
PENNANT
PIRLO
10
X. ALONSO
AMBROSINI
10
MASCHERANO
KAKA'
10
78' CROUCH
SEEDORF
10
ZENDEN
92' FAVALLI
10
59' KEWELL
INZAGHI
10
GERRARD 
88' GILARDINO
10
 KUYT
ALL. ANCELOTTI
10
ALL. BENITEZ
MARCATORI:
 45' INZAGHI
 
 82' INZAGHI
 
 
 89' KUYT
ARBITRO: FANDEL (Germania)
ATENE -
DA INCUBO A SOGNO LIVERPOOL
Era un esame di storia per il Milan, che doveva dimostrare di aver imparato la lezione. Storia greca l'esame. E non poteva sbagliare, anche perché io presi 28 in quell'esame (tra l'altro pochi giorni dopo il 25 maggio 2005). Ed ora possiamo dirlo. Ora possiamo gridarlo. Anzi. Ora dobbiamo urlarlo a squarciagola. A tutta Milano. A tutta Italia. A tutta Europa. A tutto il mondo. In tutto il globo. E in tutto l'universo. Siamo campioni d'Europa. O meglio, dobbiamo cantarlo altre 6 volte. Sono 7. Come i re di Roma. Come i nani. Come le meraviglie del mondo. 1963, 1969, 1989, 1990, 1994, 2003, 2007. Inevitabile che ieri finisse così. Doveva finire così. Per riprendere qualcosa che il Milan aveva già fatto suo nel 2005. Poi però in sei minuti il calcio si rivelò per tutta quella che è la sua stranezza, la sua incredibilità, per quel motivo che lo sport viene definito come una scienza non esatta. Ma il Milan ha un suo DNA. Lo ha la società, ce l'hanno i giocatori, ce l'hanno tutti i tifosi milanisti. Ed è un qualcosa che è intrinseco nel sangue rossonero. La fermezza di mostrarsi al mondo per la sua classe, per le sue vittorie in campo internazionale, intrise di un fascino che il calcio nazionale non possiede e non è in grado e non può detenere. DNA europeo, ma anche sigla di volontà Di Non Arrendersi mai. Nessuna squadra al mondo si sarebbe potuta riprendere da quello shock di due anni fa. Era il 25 maggio 2005. E l'avversario, ora tifosi milanisti lo possiamo nominare dopo 104 settimane in cui solo il pensiero ci impediva di farlo, il Liverpool, rifilò la più grande mazzata che il club di via Turati potrà ricevere in tutta la sua storia, compresa quella futura fino al giorno del giudizio universale. Ma, incredibile a dirsi, il destino ha concesso ai rossoneri la possibilità di riprendersi ciò che era svanito in un lampo, in un baleno impensabile. Quella notte stellata, illuminata da una luna piena che rifletteva la gioia milanista, fu turbata da una tempesta che coprì il cielo in 6 minuti e spazzò via un'illusione di vincere la coppa tanto accarezzata. Un'illusione che tutti credevano fosse realtà. A due anni di distanza il Milan ha saputo tornare lì, questa volta a ovest dello stretto dei Dardanelli, a disputarsi una finale. Ancora. E come allora il Liverpool. Questa volta non si poteva fallire. Il dio del calcio ha voluto offrire al Milan la possibilità di riprendersi ciò che aveva smarrito. Come un mazzo di chiavi sulle quali c'e scritto l'indirizzo di casa. E disperato speri che non cadano nelle mani di un malintenzionato che possa svaligiarti la tua cara abitazione. E su quella coppa il nome del Milan era già inciso a caratteri forti e cubitali. Ma il malintenzionato Liverpool la strappò. Mercoledì i rossoneri hanno ritrovato i reds e si sono ripresi le chiavi di casa e la coppa. Il Liverpool non può più svaligiarci. Possiamo tornare a casa nostra, con la coppa dalle grandi orecchie in mano. Stringiamola forte però.   
SPETTRO DI ISTANBUL PER 5 MINUTI
Prima del calcio d'inizio e per tutta la vigilia della finale, uno solo era il timore nel cuore dei tifosi rossoneri. Non tanto quello di perdere. Quanto il passare vantaggio e subire una rimonta. Come due anni fa. Da 3-0 a 3-3 per poi subire il colpo finale ai rigori. Una beffa incredibile che ieri non si doveva ripetere. E proprio al gol di Inzaghi che ha sbloccato il risultato, la testa è tornata per tutto l'intervallo tra i due tempi e fino all'82' a quella notte maledetta. Il raddoppio di Supepippo sembrava aver cancellato quegli incubi. Tanto che anche il tifoso più scaramantico si è lasciato andare, convinto in cuor suo che per come i reds stavano giocando e per i soli 8 minuti che mancavano alla fine del match non ci fosse più alcuna storia. Poi però, il Liverpool, squadra che non muore mai, trova quel gol all'89' che fa tornare la paura di poter essere raggiunti. Il viso da gioioso si rattrista come se gli avversari avessero trovato il pari. I nervi tornano tesi come le corde di un violino, e si spera di non rivedere un film dell'orrore già visto dai tifosi milanisti. Manca un minuto più i tre di recupero. Il tempo sembra non passare. Tic tac, tic tac. In molti si rifiutano di vederli. In tanti si tappano le orecchie. I secondi scorrono lentamente. Un secondo sembra lungo un minuto. Questa finale non finisce più. È interminabile. Poi al triplice fischio è delirio allo stato puro. E finalmente possiamo dirlo. Istanbul chi? Che cosa? Non ricordiamo.
PAOLO MALDINI 
Secondo alcuni, Pelè è stato il giocatore più forte di tutti i tempi. Per altri Maradona. Per altri ancora Di Stefano. Storie diverse. Generazioni diverse. Ognuno ha segnato un'epoca precisa della storia del calcio. Ora io ne propongo un'altro ancora. Lui. Il Capitano per eccellenza. Paolo Maldini, il 39enne detentore di ogni record in fatto di numeri, trofei vinti e tutto quanto fa statistica. Un giocatore eccezionale. Ma ciò non sarebbe bastato a farne quel grande e immenso fuoriclasse che è ancora alla sua età. Servono altre qualità per raggiungere i suoi livelli. Qualità che solo un uomo straordinario deve avere. Perché Maldini prima di essere un campione in campo, è un campione nella vita. E non servono e non bastano gli allenamenti che segnano le sue giornate, le sue settimane. Serve la testa. Perché ogni giocatore di una certa importanza deve fungere da modello, soprattutto per i bambini e per i giovani che si avvicinano al mondo del calcio e allo sport in generale. E se un grande calciatore non lo fa, sarà pure un fuoriclasse nel campo, ma non nella vita e nell'immaginario di tutti i tifosi. È per questo che ritengo Paolo Maldini il più grande giocatore della storia del calcio. E poca importa se non ha mai vinto il Pallone d'oro. Anzi, chiediamolo già con congruo anticipo, diamolo ex equo a Kakà e al capitano. Il capitano per eccellenza. Paolo Maldini, il 39enne. Alzala Paolo. Alzala. In cielo. Nell'olimpo degli dei. Tra un anno ancora. 

La ciliegina sulla torta. Reuters

FILIPPO INZAGHI
Queste sono le sue partite. Quelle in cui arrivati a questo punto conta più la volontà che le capacità tecniche. L'adrenalina che scorre nelle vene ti impedisce di compiere quelle giocate che in qualsiasi altro momento dell'anno risultano naturali. E allora serve il carattere. Quello che non manca a lui, Superpippo Inzaghi. Alta Tensione come lo chiama Carlo Pellegatti. No Limits come lo chiamo io. Per quella sua capacità di non aver limiti alcuni. Quando meno te lo aspetti lui è pronto, lì in area di rigore, a prendere un pallone, a toccarlo e a insaccarlo. Non ha limiti questo giocatore in area di rigore. Per la sua capacità di fulminare le difese avversarie sul filo del fuorigioco. Anzi ora che ci penso mi vengono in mente altri due soprannomi che ci stanno a pennello. Il primo è Penelope, che aspettava Ulisse avvolgendo e sfilando il filo, e proprio Inzaghi, come lei, per tutta la partita avvolge e sfila quel filo del fuorigioco. Il secondo è Zeus, spesso immortalato con il fulmine in mano. Il dio di tutti gli dei. E come lui Inzaghi è un dio nel fulminare i portieri. Superpippo Inzaghi. Con quel fisico che a guardarlo chiedi se durante la settimana di allenamento si sia mai sottoposto ad esercizi in palestra. Con qualità tecniche inferiori a molti attaccanti di serie A e del calcio europeo più blasonati di lui. Ma lui ha un cuore impareggiabile che colma tutte le sue lacune tecniche. Un cuore rossonero.
 

Inzaghi indiavolato. Afp

Pippo Inzaghi vola verso i suoi tifosi dopo aver segnato l'1-0. Reuters

 
P.S. RINGRAZIAMENTI PARTICOLARI IN FATTO DI SCARAMANZIE: IN ORDINE ALFABETICO
Ad Alessandra (vedesi link a destra). Grazie Ale. Che amuleto. Avete bisogno di un portafortuna? Avete un esame universitario alle porte o qualcosa vi preoccupa e le preghiere non vi bastano? Chiedete a lei di aiutarvi e tutto filerà liscio come l'olio. In  un anno che la conosco, ho potuto festeggiare un mondiale ed una Champions League con lei come amuleto e con i suoi riti. Milanista convinta.
Ad Andrea: Ha previsto il 2-1 per il Milan. Prima dei mondiali pronosticò la vittoria dell'Italia con la Francia ai rigori. Mi sono rivolto a lui martedì chiedendogli di fare un pronostico positivo per il Milan. Detto. Fatto
A Matteo: Due anni fa, il 25 maggio mi inviò un sms con scritto qualcosa, ora non ricordo cosa, che incitava alla vittoria schiacciante del Milan. Poi perdemmo. Mercoledì mattina mi invia un sms in cui mi c'è scritto "Questa sera entriamo nella storia". Gli chiedo allora di rispedirmelo così diventa pari il numero dei suoi messaggi e annulla l'effetto avverso per il Milan. Lui obbedisce contribuendo in modo decisivo alla vittoria del Milan.
PER ORA MI FERMO QUI
postato da: cristianpres alle ore 08:56 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 23 maggio 2007

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, America's Cup, Ciclismo, Tennis, e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!! Non sei della provincia di Padova? Vai su www.epolis.sm e scarica il quotidiano della tua città.

Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 

23 MAGGIO 2007

"L'UNICO MOTIVO PER CUI VALE LA PENA VIVERE: AVERE LA SPERANZA UN GIORNO DI VEDERE IL CAPITANO ALZARLA IN CIELO". Cristian P. = Il sottoscritto

                                                                                   

 

"È LA FINALE DEL NOSTRO ORGOGLIO". Paolo Maldini

FORZA RAGAZZI, REGALATECI UNA NOTTE DA SOGNO!!!!!!!

postato da: cristianpres alle ore 08:33 | link | commenti
categorie:
giovedì, 03 maggio 2007

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, America's Cup, Tennis, e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!
Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 
CHAMPIONS LEAGUE - SEMIFINALE DI RITORNO- 
 
THE FINAL COUNTDOWN
 
MILAN
3

 MANCHESTER

0
DIDA
10
VAN DER SAR
ODDO
10
O'SHEA
NESTA
10
77' SAHA
KALADZE
10
BROWN
JANKULOVSKI
10
VIDIC
GATTUSO
10
HEINZE
84' CAFU
10
FLETCHER
PIRLO
10
SCHOLES
AMBROSINI
10
CARRICK
KAKA'
10
C. RONALDO
86' FAVALLI
10
ROONEY
SEEDORF
10
GIGGS
INZAGHI
10
 
67' GILARDINO
10
 
ALL. ANCELOTTI
10
ALL. FERGUSON
MARCATORI:
 11' KAKA'
 
 30' SEEDORF
 
 78' GILARDINO
 
ARBITRO: MEJUTO GONZALES (Spagna)
MILANO - L'avevo dettooooooooooooooooo! L'avevo dettooooooooooooooooo! Racconto un aneddoto. Prima di Bayern Monaco-Milan pronosticai ai miei amici lo 0-2 in favore dei rossoneri. Cosa poi verificatasi puntualmente senza troppi fronzoli. Domenica in tribuna stampa dello Satdio Euganeo di Padova saluto Nicola Bellon, responsabile delle pagine sportive del giornale "il Padova", il quale mi chiede se ho visto il Milan con il Torino. Io rispondo affermativo e che le squadra mi era piaciuta, ma soprattutto ero rimasto estasiato dalla condizione di Effetto Serra King Kong Godzilla Ebano d'oro Seedorf. Clarence sta scaldando e limando la zampa per mercoledì. Sta facendo il rodaggio. E intanto a quelle parole il mio collega Carlo della Mea ride pensando che sono un deficiente... Poi il mio capo mi chiede «Come la vedi con il Manchester?». Rispondo che vinciamo 2-0. In quel momento Nicola mi  fissa in un modo come per dire «Tu sei pazzo, sei fuori di testa a dire una cosa del genere. Ti ha mai insegnato nessuno il significato delle parole superstizione, scaramanzia e cabala?». Anche perchè c'è un precedente a proposito di cabala legata al Calcio Padova che ho trasgredito ed è arrivata la sconfitta con il Monza, forse per colpa mia. E invece si limita a dirmi «Come mai questa spavalderia?». «Semplice -dico io- pronosticai lo stesso risultato per Bayern-Milan, e poi si è verificato». Questo per dire che la cabala è importante, ma ad essere sinceri, il 2-0 pronosticato per il match con il Manchester era dettato dalla consapevolezza dei mezzi della squadra rossonera. Che poi sia finita 3-0 è un altro discorso. Una partita vissuta con un'intensità incredibile. Come se fosse la finale. Un match visto con due mani davanti agli occhi per tutti i 90 minuti più recupero. Solo attraverso le fessure tra il dito medio e l'indice di entrambe le mani. Una partita per la quale ho rispolverato le vecchie scaramanzie di un tempo. E poi le lacrime e lo sconforto nei primi 10' per l'occasione fallita da Kakà e la parata di Van der Sar su Seedorf. La serata è storta penso. Poi segna Kakà. Non esulto. Ma piango. Segna Seedorf. Non esulto ma piango. Gol del Gila. Non esulto ma piango. L'arbitra decreta il fischio finale. Urlo come un pazzo. Siamo ad Ateneeeee! Siamo in finaleeeeeee! Per tutta la mia esistenza, fino al 25 maggio 2005, ho fatto della superstizione il filo conduttore in tutti i campi della mia vita. Decisi da quel giorno che non spettava più a me. Che doveva essere qualcun'altro a compiere le scaramanzie perchè il Milan vincesse. Prima di Bayern-Milan, in cui era necessaria la vittoria, decisi di ricorrere nuovamente ad alcune di esse. Tentare non nuoce, pensai. Le cose andarono bene. Prima di Manchester-Milan non ne feci alcuna, e perdemmo 3-2. Allora tutto dipende nuovamente da me. Sono io che devo attirare la protezione divina per i miei ragazzi. E così prima di ieri sono ricorso ancora ai miei riti e la finale è arrivata come logica prevedeva. Ora il problema è un altro. Cosa devo fare in vista del 23 maggio? Due anni fa presi il treno per Milano e guardai la finale in Piazza Duomo. Ora per essere vera vendetta e rivincita dovrei recarmi in terra meneghina. Ma ciò costituirebbe una non osservazione della scaramanzia? Doveri guardare la partita come nei ritorni con il Bayern e il Manchester? Non so cosa pensare. Mancano ancora tanti giorni da qui al 23 maggio. Vorrei andare ancora a Milano, forse cambiando postazione, appostandomi a sinistra del maxischermo invece che a destra. Sicuramente chiederò un consiglio al mio capo Nicola Bellon, superesperto in fatto di scaramanzie. Anzi quasi quasi gli chiedo di far partire un accredito per la finale di Atene. Eh Magari. Sarà impossibile.
I GOL  
11' Alessandro Magno Nesta lancia in profondità Seedorf, che con il terzo occhio dietro la nuca vede il taglio centrale di Kakà, il quale lascia rimbalzare il pallone, e di sinistro (per fortuna che non è il suo piede) fa partire un missile millimetrico terra terra che finisce all'angolino basso alla sinistra di Van der Sar. Altro che Houston o Cape Canaveral. Signore e signori San Siro, rampa di lancia dei bolidi di Tsunami Samba Il Messia Ricardino Kakà.
E all'11' è già 1-0 con uno splendido sinistro di Kakà. Reuters
30' Archimede Don Lurio Deejay Andrea Pirlo fa impazzire gli avversari sulla destra e scodella un pallone al limite dell'area. Arriva King Kong Seedorf, op là là finta, op là rimpallo vinto, op là lucidatina alla zampa destra, staffilata chirurgica ed è gol. Altro che Hiroshima. Altro che Nagasaki. Stadio San Siro. Punto di sgancio dell'arsenale atomico della zampa destra di King Kong Godzilla Effetto Serra Ebano d'oro SeedAl 30' è Clarence Seedorf a trovare il destro vincente: 2-0. Afporf.
78' L'Angelo Biondo Minotauro Arsenio Lupin Ambrosini, grande esperto e appassionato di pesca, crede di essere in mare aperto. Vede un siluro guizzare nell'acqua a 50 metri si distanza. Decide di lanciare l'amo in quel punto esatto. Il siluro abbocca. Se poi il siluro è il Re di Cuori Aladino Gilardino, e l'amo è il pallone, significa che il Gila è a tu per tu con Van der Sar e lo trafigge. Altro che Mar di Barents. San Siro signore e signori, dove sgusciano i pesciolini di Ancelotti.
Esulta anche Gilardino: suo il gol del 3-0 finale. Ap
PAGELLE-COMMENTI PERSONALI-
Una squadra perfetta quella messa in campo da Carlo Magno Ancelotti. DIDA: 10 Fantastico in uscita aerea e sul tiro rasoterra di Giggs destinato all'angolino basso. In versione Ammiraglio Nelson, ha comandato nella propria area di rigore. ODDO: 10 Cristiano Roanldo chi? Non pervenuto dalle sue parti. E forse il merito è gran parte suo. Attento in difesa, abile nel proporsi in avanti costringendo il portoghese a trasformarsi da terza punta in quinto difensore. NESTA: 10 Monumentale Alessandro Magno. Può andare nella sua Grecia. Dei suoi avi. All'inizio salva su Rooney in area di rigore. KALADZE: 10 Mosca Tze Tze non tradisce il Milan e soprattutto il Capitano Paolo Maldini. Esperienza, forza da vendere. Gioca la palla quando serve, spedisce in fallo laterale quando bisogna. JANKULOVSKI 10. Stesso discorso per Oddo. Giggs chi? Orient Express gioca una partita sontuosa proponendosi più volte sul binario di sinistra. Su e giù, avanti e indietro. GATTUSO: 10 Ivan il Terribile. Ci pensa lui. No Problem. Altro che essere umano. Automa, robot, polmoni sovraumani. Indescrivibile. CAFU: 10 Sei minuti per meritarsi il voto pieno. PIRLO: 10 Archimede mostra tutto il suo talento geometrico. Genio del lancio, del passaggio millimetrico, aperture sugli esterni come se sulle caviglie avesse un goniometro con precisione al centesimo di grado. AMBROSINI: 10 La più bella partita da quando è al Milan. Perfetto in fase di interdizione. Estirpa un pallone a centrocampo dai piedi di Scholes in maniera divina. Ama il basket, si trasforma in Jason Kidd o Steve Nash in occasione dell'assist per il gol del Gila. KAKA': 10 Non ci sono parole. Ne servono ancora? Il più forte talento per classe e, soprattutto, cosa che manca a tanti presunti fuoriclasse - vedi Cristiano Ronaldo in primis - intelligenza tattica. FAVALLI: 10 Quattro minuti per dire c'ero anch'io. Tex Willer. SEEDORF: 10 Lo dicono tutti. Quando lui gira il Milan è imbattibile. Lui più che girare sembra una trottola impazzita. Lo trovi dappertutto. In difesa, in attacco, a centrocampo. E poi quella potenza nella gamba destra. L'Unione Europea dovrebbe chiedere di ridimensionare il suo arsenale. Quando lo sgancia è una minaccia mortale per tutte le squadre avversarie. INZAGHI: 10 Se non ha segnato un motivo c'è. I gol li tiene per la finale di Atene. No Limits. GILARDINO: 10 Servitelo e lui non vi deluderà. Dategli un pallone come ieri sera e segnerà. 62500 milanisti presenti a San Siro più tutto il popolo rossonero esistente sulla faccia della Terra hanno realizzato la sua rete del 3-0 finale. ANCELOTTI: 10 Carlo Magno prepara armi e bagagli e parte per la Grecia. Il suo esercito è pronto. Speriamo che Atene sia terra di conquista. 
postato da: cristianpres alle ore 10:15 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 02 maggio 2007

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, America's Cup, Tennis, e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!

Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 

PER LA RIVINCITA

Servono poche parole per annunciare il match di stasera. Bisogna vincere. Non tanto per giocare la finale di Atene. Quanto perché ad aspettarci c'è il Live.... Non riesco a scrivere il nome di quella squadra. È ancora vivo il ricordo negativo di quella serata tragica per noi rossoneri. Dall'esaltazione alla disperazione. E ora si presenta su un piatto d'argento la possibilità di rifarci con gli interessi. Prima, però, bisognerà battere il Manchester United. E non sarà facile. Ma se fino a ieri c'erano mille motivi per qualificarci e prendere la strada che conduce in terra greca, ora se ne è aggiunto un altro. E sarà proprio quest'ultimo quello che spingerà i ragazzi di Carlo Ancelotti a disputare una grande partita. Fermare la manovra dei Red Devils non sarà facile, soprattutto le scorribande di Rooney e Ronaldo. Ma il Milan ha la classe e l'esperienza per ribaltare il risultato dell'andata. Inzaghi è caricato come una molla. Kakà si esalta e Seedorf sabato con il Torino ha limato la sua zampa da Goodzilla King Kong facendone il rodaggio in vista di stasera. E poi sarà decisivo l'Angelo Biondo Massimo Ambrosini, che dovrà aiutare Gattuso in fase d'interdizione, ma, soprattutto, le sue capacità aeree potrebbero risultare risolutrici sia in fase difensiva che offensiva. Non sarà in campo Paolo Maldini. Il Capitano. Ma il suo spirito, la voglia e il desidero di conquistare l'ennesima finale, saranno presenti nella mente e nel cuore di ogni giocatore rossonero. Fiducia assoluta a Nelson Dida. L'Ammiraglio risorgerà stasera. E poi Carlo Magno Ancelotti. Sarà lui il condottiero che ci guiderà alla Finale di Atene. Forza ragazzi. Ancora l'ultimo sforzo.  

postato da: cristianpres alle ore 10:00 | link | commenti
categorie:
martedì, 24 aprile 2007

 

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, Tennis, America's Cup e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!

Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 

DOLCI RICORDI

Dici Manchester e pensi Old Trafford. 28 maggio 2003. Campioni d'Europa! Contro la Juventus. Che ricordi. Ma è già ora di toglierli almeno momentaneamente dalla testa. Bisogna pensare al futuro che dice United. Cristiano Ronaldo il pericolo numero 1. Ma non si deve sottovalutare anche il resto della rosa a disposizione di Sir Alex Ferguson. Le ultime indiscrezioni danno Rio Ferdinand out. Personalmente non ritengo lo stopper inglese un grande giocatore. Sicuramente un buon difensore, contro cui Inzaghi o Gilardino, in ballottaggio, avrebbero potuto agire sul filo del fuorigioco. Proprio la difesa, a mio avviso, è il punto debole dei red devils. Si ritrovano con degli spilungoni come Brown, O'Shea al centro. Proprio come il Bayern con Van Buyten e Lucio. Armadi alti 86 metri, ma lenti e impacciati sullo stretto. E qui dovranno essere bravi King Kong Ebano d'Oro Godzilla Clarence Seedorf e Il Messia Tsunami Samba Ricardo Kakà. Ma soprattutto, me lo sento come non mai, il match winner sarà Andrea Pirlo. Finalmente dopo 8 mesi, è tornato l'Archimede rossonero. L'inventore del gioco che con Ascoli e sabato con il Cagliari nella mezz'ora finale ha dato tranquillità alla squadra con giocate semplici ma efficaci. E poi quel gol da Marte su cui Chimenti non ha potuto nulla. Il quarto posto è orami in cascina. Almeno spero. E dobbiamo dire grazie a The Game Ronaldo. A quel gol realizzato con l'"airbag". Poesia calcistica che solo lui poteva recitare. Andiamo a Manchester. Con umiltà come sempre, consapevoli che sono loro i favoriti, stando agli esperti e alla stampa internazionale, e che quindi noi non abbiamo niente da perdere.

«Meglio un anno a -30, che vent'anni a Chi l'ha visto?». SILVIO BERLUSCONI, PRESIDENTE AC MILAN

Roberto Mancini: «È molto più affascinante vincere lo scudetto rispetto alla Champions League. In una competizione a eliminazione diretta può capitare che in due partite la squadra più forte esca anche agli ottavi».

Mauro Suma (direttore di Milan Channel): «È per quello che il Milan esce sempre in Coppa Italia. In una competizione a eliminazione diretta può capitare che la squadra più forte esca  prima della finale».

COMMEDIA FINITA

Finalmente la farsa interista è finita. Hanno vinto il loro scudettino. Contenti? Bello vincere senza avversari? Sono veramente felice per voi.

VI PONGO TRE DOMANDE:

1) PERCHÉ CANTATE «SIAMO NOI SIAMO NOI I CAMPIONI DELL'ITALIA SIAMO NOI»? SAREBBE PIÚ GIUSTO cantare "SIAMO NOI SIAMO NOI I CAMPIONI TRA DI NOI SIAMO NOI". E TRA DI NOI INTENDO MORATTI, TRONCHETTI PROVERA, GUIDO ROSSI ETC. ETC.

2) MA ANCHE VIEIRA E IBRAHIMOVIC CANTANO «VINCIAMO SENZA RUBARE, SENZA RUBARE, VINCIAMO SENZA RUBARE» ?

3) PERCHÉ AVETE COMPRATO VIEIRA E IBRAHIMOVIC SE LA JUVENTUS NON VINCEVA GRAZIE A LORO?

INTERISTI BUFFONI!

postato da: cristianpres alle ore 08:38 | link | commenti
categorie:
sabato, 14 aprile 2007

 
Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, Tennis, Volley e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!
Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 
PADOVA-MASSESE 3-1
Nell’immediato post partita il popolo biancoscudato avrebbe voluto chiedere al Genio della lampada di realizzare uno dei tre desideri teoricamente a propria disposizione. Fare in modo che le dirette concorrenti nella parte alta della classifica domenica non conquistino neppure un punto....
Vuoi leggere il resto dell'articolo? Vai su www.ilpadova.it Scaricalo gratuitamente! Troverai l'intera cronaca del match a firma del sottoscritto e le pagelle e le interviste del dopo partita a cura di Carlo della Mea (C.D.M.) e Gabriele Fusar Poli (G.F.P.). E poi la Serie A, la Formula 1, l'Amerca's Cup, la Superbike, il tennis e molto altro. Non perderlo!
Vuoi dire la tua sul  Calcio Padova? Manda una mail all'indirizzo lettori@ilpadova.it (max 20 righe) e potresti leggerla nella pagina dedicata alle vostre opinioni.
 
VITTORIE PARTICOLARI
Ci sono partite in cui la vittoria non vale 3 punti, e neppure 6, bensì 9. Con il successo sulla Massese il Padova mette in tasca tre punti che, per come si era messa la partita, sembrano oro colato e calato dal cielo. Un Padova che a questo punto, mi sento di dirlo, assumendomi tutte le responsabilità del caso, ha un piede e 4 dita dell'altro nei playoff. La classifica, considerando che il Padova ha una partita in più, recita: Grosseto 51, Sassuolo 51, Pisa 49 , Padova 48, Monza 48, Venezia 45. Va bene che il Venezia è 3 punti indietro con una partita in meno, ma nello stesso tempo gli arancioneroverdi dovranno affrontare le prime 3 in classifica nelle ultime 5 giornate. Impegni proibitivi, che con ogni probabilità aumenteranno il divario con i biancoscudati.. E se nel caso il Venezia dovesse fare bottino pieno, ciò vorrà dire che le prime 3 perderanno punti. E qui viene il bello. Perché, per ironia della sorte, forse converrebbe veramente che il Venezia guadagnasse 9 punti con Grosseto, Sassuolo e Pisa. Ad approfittarne sarebbe la banda diretta da Mandorlini, che nelle prossime 3 giornate se la vedrà con Pizzighettone -praticamente già retrocesso-, Novara e Pro Sesto che non navigano in buone acque, prima della sfida all'ultima giornata con la capolista Grosseto. Quindi, a mio avviso, la qualificazione ai playoff in un modo o nell'altro arriverà. Ma anche il primo posto,ora a 3 lunghezze, con Sassuolo e Grosseto che ricordo hanno una partita in meno, può essere un obiettivo alla portata del Padova. A patto, però, che i biancoscudati forniscano prestazioni convincenti come quella di Lucca, e non come quella di ieri sera con la Massese, contro cui la vittoria, bisogna essere onesti, non è stata meritata. Forse sarebbe stato più giusto un pareggio, ma la fortuna ha assistito Zecchin e compagni. La fortuna aiuta gli audaci si dice. Speriamo bene. 
Vuoi dire la tua sul  Calcio Padova? Manda una mail all'indirizzo lettori@ilpadova.it (max 20 righe) e potresti leggerla nella pagina dedicata alle vostre opinioni.
 
postato da: cristianpres alle ore 09:36 | link | commenti
categorie:
giovedì, 12 aprile 2007

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, Tennis, Volley e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!
Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a lettori@ilpadova.it 
CHAMPIONS LEAGUE QUARTI DI FINALE - RITORNO - 
 
IL MILAN È ROCK
 
BAYERNMONACO
0
MILAN
2
KAHN
DIDA
10
SALIHAMIDZIC
ODDO
10
LUCIO
NESTA
10
VAN BUYTEN
MALDINI
10
LAHM
JANKULOVSKI
10
OTTL
GATTUSO
10
46' SANTA CRUZ
82' CAFU
10
HARGREAVES
PIRLO
10
VAN BOMMEL
AMBROSINI
10
LELL
SEEDORF
10
75' GORLITZ
79' GOURCOUFF
10
MAKAAY
KAKA'
10
61' PIZARRO
INZAGHI
10
PODOLSKI 69' SERGINHO 10
MARCATORI:
 
27' SEEDORF 
 
31' INZAGHI
ALL. HITZFELD
ALL. ANCELOTTI
10
ARBITRO: M. GONZALES (Spagna)
MONACO DI BAVIERA - Alla fine di certi incontri viene naturale alzarsi in piedi e chiedere scusa. Scuse d'obbligo verrebbe da dire, viste le accuse rivolte ai propri beniamini di attuare una manovra lenta e prevedibile. Ma con il Bayern è stata tutta un'altra musica. Altro che lento. Anzi, un Milan rock, usando un'espressione del molleggiato più famoso d'Italia. I rossoneri sono riusciti nella loro impresa. La vittoria è stata, inoltre, accompagnata da un gioco veramente spettacolare. Si è rivista quella manovra che ha contraddistinto il MIlan in tutti questi anni a livello internazionale. È proprio vero che il Diavolo in "Europe version" è una squadra completamente diversa da quella del campionato. Altre motivazioni, altri stimoli, con la consapevolezza di potersela giocare in due incontri di andata e ritorno, senza guardare la classifica impietosa di un campionato nato sotto cattivi auspici. Monaco di Baviera come Berlino si potrebbe dire, o meglio ancora come Dortmund. Ieri sera è finita 0-2, proprio come quel Germania-Italia che nell'estate scora consentì agli azzurri di agguantare la finale mondiale. E non è un caso se il Milan annovera 6 campioni del mondo in carica in rosa. E uno di questi è tornato decisivo come non si vedeva da qualche tempo. Parliamo di Pippo Inzaghi. In dubbio fino a qualche attimo prima del fischio d'inizio, è sceso in campo con una caviglia malconcia. Ma come sempre la voglia di giocare, di poter dimostrare il proprio valore, di respingere le accuse di essere un cascatore nato rivoltegli dalla Bild, hanno prevalso su tutto. E prima di lui ci aveva pensato Seedorf ad incanalare la partita sui binari giusti. Non ci ha capito nulla il Bayern, che si è reso pericoloso solo nei primi minuti. Al 7' ci mette una pezza Oddo salvando sulla linea la conclusione di Lell, lasciato libero di colpire sul secondo palo. Dall'altra parte al 9' Maldini serve in profondità Inzaghi, il quale non riesce ad agganciare la sfera. Il Bayern tiene maggiormente il controllo della palla, ma prova a cercare la via della rete con delle conclusione dal limite che non intimoriscono Dida, Tentano due volte Ottl e una Makaay, senza però alcun risultato. All'11 Dida sale in cattedra sul sinistro in diagonale di Podolski ben servito da Makaay. Il Milan cresce. Jankulovski e Oddo accompagnano la manovra dei rossoneri sugli esterni, creando la superiorità numerica a centrocampo. Al 20' Jankulovski va sul fondo e fa partire un traversone su cui Inzaghi però colpisce debolmente di testa. Al 27' i rossoneri trovano il vantaggio. Seedorf, imbeccato al limite dell'area  da Kakà, si libera di Lucio e fa partire un bolide che passa tra le gambe di Van Buyten con la palla che termina in fondo al sacco.
L'olandese festeggia con Andrea Pirlo. Ap
Il MIlan domina e il Bayern è annichilito. Due minuti dopo, a conclusione di un'azione magistrale del centrocampo rossonero, Oddo va al cross, ma Inzaghi di testa anticipa il meglio posizionato Ambrosini e spreca la chance dell'immediato raddoppio. Poco male però, perché al 31' il Milan trova il secondo gol. Gattuso appoggia per Seedorf che con un tacco di prima intenzione verticalizza per Superpippo. L'attaccante scatta e si presenta di fronte a Kahn sparando una fucilata che si insacca sotto la traversa per il 2-0. Il miracolo è fatto.
Al 27' gran diagonale di Seedorf, Kahn è battuto: 0-1. Afp
 I rossoneri fanno girare la palla che è una meraviglia. Gattuso e Ambrosini impediscono alla mediana avversaria di ragionare. Al 40' si rischia un po' sulla mischia in area sbrogliata da un attento Dida, tornato, per una sera, ai livelli di qualche anno fa. Nel finale i rossoneri potrebbero dilagare, ma Kakà e Inzaghi orchestrano malamente un contropiede gettando alle ortiche la possibilià del terzo gol. Ad inizio ripresa i tedeschi sembrano spaesati. Il pubblico rumoreggia, e il Milan amministra la partita rallentando i ritmi. Il Bayern prova ad accorciare le distanze, ma contro un Nesta in queste condizioni non c'è speranza di passare in area. I tedeschi si affidano allora ai tiri dalla grande distanza di Van Bommel. Ma il primo termina a lato di poco, mentre nel secondo Dida vola alla sua sinistra e respinge. Il Milan ripiega nella propria metà campo e si limita a qualche sortita in contropiede. Al 64' Kakà entra in area dei padroni di casa sulla sinistra, e dopo un dribbling a rientrare che lascia sul posto due difensori, vede il suo destro ribattuto da Kahn. Il Bayern prova l'assalto finale, ma non sfrutta la sequenza interminabile di corner e calci piazzati dal limiti a proprio favore. Al 92' Dida suggella una prestazione maiuscola con un intervento felino sulla grata ravvicinata di Van Buyten. Finisce così 2-0 per i rossoneri che tengono alto non solo il nome dell'Italia, ma anche quello del resto d'Europa in una competizione che annovera tre inglesi sulle 4 semifinaliste.  
 
PAGELLE
DIDA: 10 L'ammiraglio Nelson risponde presente e si fa trovare pronto in ogni occasione.
ODDO: 10 Sale sull'otto volante, aiutando la manovra offensiva. Decisivo all'inizio su Lell salvando il risultato.
NESTA: 10 Fugati i dubbi sulle sue condizioni fisiche al rientro dopo alcuni mesi. Rinnovo contrattuale obbligatorio.
MALDINI: 10 Non ci sono più aggettivi nel dizionario per definire un giocatore che a 38 anni corre ancora come un ragazzino.
JANKULOSVKI: 10 Sul binario di sinistra si intende perfettamente con Seedorf.
GATTUSO: 10 Stoico, gladiatore del centrocampo. Life is now.
CAFU (dall'86'): 10 Pochi minuti per lui.
PIRLO: 10 L'aria di Germania gli fa bene. Come al mondiale, quando fu il migliore in campo in praticamente tutti gli incontri.
AMBROSINI: 10 Non avesse avuto tutti i problemi fisici in carriera, sarebbe stato un giocatore eccezionale. C'è tempo per recuperare.
SEEDORF: 10 Chiamatelo Mister Champions. Vuole vincere la quarta coppa dalle grandi orecchie della sua carriera. Nessuno lo può fermare.
GOURCOUFF (dal 79'): 10 Gestisce con classe il pallone nei minuti finali.
KAKA': 10 Spreca qualche contropiede, ma a centrocampo non fa vedere mai palla agli avversari.
INZAGHI: 10 Sempre lui. No Limits. Arriva puntuale come un orologio all'appuntamento con il gol.
SERGINHO (dal 69'): 10 Sarà un'arma a doppio taglio in questo finale di stagione. Ritrovato.
ALL. ANCELOTTI: 10 Una risposta secca a chi non lo vuole più sulla panchina del Milan
 
DAGLI SPOGLIATOI
CLARENCE SEEDORF: Quando l'attaccamento alla maglia ti fa trovare risorse nascoste. È un Clarence Seedorf  in versione milanista DOC quello che analizza il successo all'Allianz Arena. Criticato negli ultimi mesi, l'olandese ha sfornato un'ottima prestazione. «È brutto non sentirsi addosso la fiducia del pubblico. Tutti si attendono da me la giocata decisiva. Il mio impegno in allenamento è assoluto, ma non sempre si può essere al top della condizione. Provo a fare la differenza e alla fine il lavoro, il rispetto, e la pazienza pagano sempre. L'amore per questa maglia non è mai diminuito. Se non fosse così, notti magiche come queste non si realizzerebbero». In semifinale ad attendere il Milan ci sarà il Manchester. «Loro sono molti cresciuti in questi anni. È una squadra molto equilibrata, quella da battere. Nutriamo un gran rispetto nei loro confronti, ma li abbiamo già sconfitti due volte nel 2005».
CARLO ANCELOTTI:  È un Carlo Ancelotti con un sorriso a 32 denti quello che giunge in sala stampa al termine dell'incontro. Il successo per 2-0 consente ai rossoneri di giocarsi per la quarta volta in cinque anni la semifinale di Champions League. Il tecnico sottolinea l'ottima prova della squadra nel corso della prima frazione.  «Siamo stati molto bravi nel primo tempo, nonostante abbiamo faticato un po' troppo nei primi minuti. Il Bayern spingeva molto sulle fasce e ho dovuto chiedere a Seedorf di posizionarsi davanti a Jankulovski schierando un centrocampo a 4 lasciando solo Kakà dietro ad Inzaghi. Poi dopo il gol di Seedorf abbiamo giocato con grande personalità e qualità» Sul clima e l'atmosfera in che si respira in certe partite il tecnico ammette: « C'è sempre una grande pressione, ma lo spirito e la concentrazione in Champions League sono un'altra cosa rispetto al campionato». Neppuire il temopo di gioire che la testa vola già a Manchester. «Due anni fa quando lo incontrammo negli ottavi, avevano un Rooney e un Roanldo con meno esperienza. Ma noi siamo in semifinale per l'ennesima volta. Questo vorrà pur dire qualcosa».
FILIPPO INZAGHI: Decisivo come sempre. Deve aver mangiato qualche nocciolina per poter indossare il mantello da Superpippo. Con il gol al 31' ha di fatto chiuso l'incontro. Continua ad aggiornare il suo score personale in Europa, giunto a 56 marcature. «Provo un'emozione grandissima. Sono stato in dubbio fino all'ultimo. Non giocavo da tanto. Il Milan ha fiducia in me, e io non potevo deludere i tifosi. Nel pomeriggio ho ricevuto la telefonata del presidente Berlusconi, il quale mi ha dato la carica giusta. Ci vorrà un po' di tempo per tornare al meglio della condizione fisica. Lamento un forte dolore alla caviglia destra, ma serate come questa fanno dimenticare tutto».
postato da: cristianpres alle ore 10:11 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 11 aprile 2007

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, Tennis, Volley e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!

Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a sport@ilpadova.it 

ORA O MAI PIÚ

Non ci sono alternative. O la vittoria, o un pareggio con più di 2 gol. Non ha altre possibilità il Milan per acciuffare la semifinale di Champions League. L'unico motivo che tiene ancora in piedi la stagione. La partita con il Bayern ha l'immagine di una stampella che sorregge le speranze di un Milan, che nel corso dell'annata ha dimostrato di faticare. I rossoneri volano a Monaco di Baviera mandando in campo ben 5 campioni del mondo. Nesta, Oddo, Pirlo, Gattuso e Inzaghi. Sono passati 9 mesi da quando la Germania è stata terra di conquista della nazionale azzurra. In fondo Bayern-Milan può essere considerata il remake di Germania-Italia per i nazionali tedeschi e gli azzurri impegnati stasera all'Allianz Arena. E come il 4 luglio servirà un impresa. Per realizzarla, il tecnico Carlo Ancelotti si affida al talismano europeo San Pippo Inzaghi. Più per costrizione che per scelta tecnica. L'attaccante non è al 100% della condizione, ma l'assenza per squalifica di Gilardino (altro campione del mondo tra le fila rossonere), obbliga l'allenatore ad affidarsi al goleador italiano più prolifico in campo internazionale con 55 marcature. Un Inzaghi che sa bene di dover reggere da solo sulle proprie spalle il peso di un attacco, che in questa stagione ha palesato più di qualche problema. E non aspetta altro il numero 9 rossonero, sorretto da un Kakà chiamato alla partita più importante e delicata della stagione. La partenza di Shevchenko ha costretto il brasiliano ad assumersi responsabilità maggiori. Un Kakà che è il capocannoniere della massima competizione europea con 7 reti. Le lacune di questo Milan non riguardano solamente l'attacco. A creare qualche patema ci pensa anche la difesa. Negli ultimi incontri si è riconfermato il tallone d'Achille che caratterizza i rossoneri. Vale a dire i calci piazzati. Con Roma, Bayern Monaco all'andata e sabato con l'Empoli, i gol sono nati proprio su calcio di punizione. E a ciò va aggiunto il momento di certo non positivo attraversato da un Dida apparso il lontano parente del portiere che per un paio d'anni era considerato da tutti allo stesso livello di Buffon. Il rinnovo contrattuale si pensava potesse in qualche modo ridare fiducia al rossonero, messo sotto accusa per alcune papere che hanno costato punti in campionato. Ma ciò non è servito, e Dida continua a a sfornare prestazione al di sotto degli standard  a cui il popolo milanista si era abituato. Il numero 1 potrà, però, contare sulla presenza in difesa di un ritrovato Alessandro Nesta e del capitano Paolo Maldini, assenti e tenuti precauzionalmente a riposo nel match con l'Empoli. Stasera serve un gol in più degli avversari. Fischio d'inizio ore 20.45. Arbitra lo spagnolo Mejuto Gonzales.           

postato da: cristianpres alle ore 08:46 | link | commenti
categorie:
lunedì, 02 aprile 2007

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, Tennis, Volley e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!
Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a sport@ilpadova.it 
NOTTI MAGICHE
NOTA BENE: PUBBLICO OGGI QUESTO POST ANZICHÈ DOMANI PER SEMPLICI MOTIVI DI TEMPO A DISPOSIZIONE.
È ORA. Un bel respiro profondo. Chiudo gli occhi per qualche secondo. Sento la tensione crescere, il sangue scorrere nelle vene. Non riesco a rimanere fermo. Forse dovrei prendere le pillole contro l’ipertensione che, quotidianamente, mio padre assume. Quark la mattina e Zanedip la sera. Torniamo a parlare di calcio. Vive dentro di me una sorta di ansia, che non è dovuta alla preoccupazione di avere di fronte un grande avversario. Massimo rispetto per i tedeschi per carità. Ma è legata alla consapevolezza di trovarci nel momento più importante della nostra stagione, che ha ancora un valido motivo per essere tenuta viva. Milioni di fotogrammi attraversano la mia mente che vede tre colori. Il verde del manto erboso di un San Siro ad hoc per accogliere i nostri ragazzi. Il rosso e il nero a fare da cornice sugli spalti. L’emozione sale, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo. Questi sono i momenti più difficili, ma anche i più belli. Ti immagini quello che può accadere. Speri che il tuo sogno, il tuo desiderio di rivedere la stessa scena al 3’ del primo tempo supplementare con il Celtic Glasgow nella sfida di ritorno degli ottavi, si tramuti in realtà. Kakà che si invola a bordo di un Concorde e, inarrestabile, fa sobbalzare i suoi tifosi che non aspettavano altro. Il poter alzarti dalla poltrona, correre come un pazzo per la taverna (per fortuna ho una casa che definire grande è un eufemismo), facendo lo slalom tra tavolini, poltrone, tavoli, sedie, sgabelli, piante, stando attenti a non distruggere soprammobili e cianfrusaglie varie, urlando a squarciagola (tanto i vicini di casa sono a debita distanza). Manca poco al fischio d'inizio di Milan-Bayern Monaco. Ci siamo. Concentrazione fa rima con determinazione. Quella che abbiamo tutti noi milanisti dentro il nostro cuore. Una voglia matta di far vedere a tutta Europa il vero volto, la vera immagine del Milan. Non quella tartassata da tutto e tutti sotto punti di vista che non hanno nulla a che vedere con il calcio. Bensì quella pulita, incantevole, deliziosa, fatta dal suo gioco, dalla sua manovra armoniosa, unica nel suo genere nell’intero pianeta calcistico.
NOI siamo il Milan. Siamo i più temuti. Si parla tanto di Manchester, Chelsea. Ma ci rendiamo conto che sono di gran lunga inferiori a noi? Ditemi i nomi dei loro fuoriclasse e poi li confrontiamo con i nostri ragazzi. Beh innanzitutto Van der Sar. Uno scarto della Juventus. Poi Vidic, Silvestre, Carrick. Però. Scusate una domanda. Ma chi sono? Certo li conosco anch’io, vi dico vita morte e miracoli, ma per un tifoso qualunque certi nomi dicono poco. Con questo non voglio dire che se incontrassimo il Manchester lo batteremo, anzi, non lo dirò mai. Ma voglio far capire a tutti che questi grandi squadroni, o presunti tali, stando a quello che dicono i mass media italiani, non esistono. Noi dobbiamo essere consapevoli dei nostri mezzi. Dire a tutti a testa alta «Noi siamo il Milan. Chi vuole giocare contro di noi?» State sicuri che nessuno farà un passo in avanti o alzerà la mano. Conoscono la nostra forza, il nostro vero e reale valore. Sanno che abbiamo un numero di campioni e fuoriclasse in ogni reparto, che nessuno ha la fortuna di avere. Nesta, Maldini, Cafu, Pirlo, Seedorf, Kakà, Inzaghi. Trovatemi altre formazioni con un numero così alto di straordinari giocatori come i nostri. Saremo anche appannati sul piano fisico, ma siamo in grado di tirare fuori il cosiddetto coniglio dal cilindro in qualunque momento. Per cui stiamo calmi, tranquilli e soprattutto umili come sempre, che i nostri ragazzi non ci deluderanno.  
 
 
postato da: cristianpres alle ore 09:52 | link | commenti
categorie:

 

Ami lo sport? Leggi le pagine sportive del quotidiano "il Padova". Calcio, Motori, Tennis, Volley e molti altri. Vai su www.ilpadova.it È GRATIS!!!

Vuoi dire la tua sui temi sportivi? Manda una mail a sport@ilpadova.it 

PADOVA-PISTOIESE 1-0

Il suo cognome è Tarallo. Di nome fa Michele. Ma, forse, sarebbe più appropriato Michelangelo. E se Paganini non ripete, ci ha pensato il bomber biancoscudato a bissare la prodezza artistica di due settimane fa con la Pro Patria....

Vuoi leggere il resto dell'articolo? Vai su www.ilpadova.it Scaricalo gratuitamente! Troverai l'intera cronaca del match a firma del sottoscritto e le interviste del dopo partita a cura di Carlo della Mea (C.D.M.) e Gabriele Fusar Poli (G.F.P.). O ancora l'editoriale del caporedattore dello sport Nicola Bellon. E poi la Serie A, il volley e molto altro. Non perderlo!

Vuoi dire la tua sul  Calcio Padova? Manda una mail a sport@ilpadova.it oppure all'indirizzo mail lettori@ilpadova.it (max 20 righe) e potresti leggerla nella pagina dedicata alle vostre opinioni.

 

postato da: cristianpres alle ore 09:51 | link | commenti
categorie: